Stanotte ho fatto un sogno

C’ero io seduto al bancone del bar, mi stappavo una cedrata (??) ghiacciata e si poteva fumare. Cappotto, guanti e sciarpa con la primavera fuori, surrealità a 25 fps da telenovela d’alta classe. Aria satura di fumo passivo.

Guardavo con distrazione i tavoli. La velocità mimica quasì sofferta degli imprenditori alle prese con lavori fuori orario, contro la non altrettanto sveltezza del servizio camerieri, e mi stava salendo un odio (ingiustificato) nei confronti della categoria di turno. Aspettavo un segno, un qualcosa che m’allontanasse da quella puzza di marcio.

Sbuff, si aprono le porte e si torna a respirare. Lentamente, in fila indiana entrano:

- lei

- m.l.

- Lemmy Kilmister.

Sono svenuto e il sogno è finito.


About this entry